Un nuovo contratto, una nuova opportunità
A poche settimane dalla firma definitiva del CCNL 2022-2024 dell’area sanità, presso ARAN si è già aperta la trattativa per il rinnovo relativo al triennio 2025-2027. Per la prima volta, dunque, si profila la possibilità concreta che, senza eccessivi ritardi nel negoziato, medici e dirigenti sanitari possano contare su un contratto non scaduto: un risultato potenzialmente storico. Tuttavia, questo obiettivo non deve far perdere di vista la priorità fondamentale: la tempestività è importante, ma lo è ancora di più la qualità del contratto.
Come FESMED abbiamo contribuito a definire la strategia e a individuare le priorità su cui la Federazione CIMO-FESMED - presente al tavolo in quanto titolare della rappresentatività - intende concentrare il confronto. In questo percorso, abbiamo posto particolare attenzione alle esigenze dei chirurghi e dei ginecologi che rappresentiamo.
Le necessità sono numerose e non più rinviabili. In primo luogo, è imprescindibile migliorare le condizioni di lavoro, soprattutto per chi opera in contesti ad alta intensità e responsabilità, come le sale operatorie e le sale parto. Garantire il pieno rispetto dei riposi e delle ferie non è solo un diritto dei professionisti, ma una condizione essenziale per la sicurezza dei pazienti: nessuno vorrebbe essere operato da un chirurgo gravato da centinaia di ore di straordinario e privo di adeguati periodi di recupero. È necessario, quindi, ristabilire un equilibrio sostenibile tra tempo di lavoro e vita privata.
Accanto a questo, diventa urgente valorizzare la professione medica, sia sotto il profilo economico sia sotto quello professionale, per restituirle attrattività. Il rischio, altrimenti, è quello di continuare a perdere giovani medici, attratti da contesti più favorevoli, spesso all’estero. Serve un investimento strutturale che riguardi non solo le retribuzioni e le carriere, ma anche la costruzione di percorsi formativi di qualità, capaci di tradursi in reali opportunità di crescita e di applicazione delle competenze.
Un ulteriore nodo cruciale è rappresentato dall’applicazione uniforme del contratto su tutto il territorio nazionale. Le attuali disparità territoriali generano disuguaglianze difficilmente giustificabili tra colleghi e risultano incompatibili con un sistema sanitario che ambisce a equità ed efficienza.
Infine, non può essere trascurato il tema dei disagi legati alla mobilità e agli spostamenti, che devono essere adeguatamente riconosciuti e compensati. Intervenire su questi aspetti significa contribuire in modo concreto al benessere dei medici, una condizione imprescindibile per garantire ai cittadini cure di qualità.
Francesco Pulli, Presidente FESMED e Vicepresidente CIMO-FESMED
2026