Linee di indirizzo ex art.5 CCNL

La FESMED ritiene che sia necessario un accordo che non preveda degli automatismi in tema di durata del riposo, ma regoli la materia in maniera flessibile e riconosca il ruolo dirigenziale del medico, anche nell'autovalutazioni delle sue energie psicofisiche.

Fermo restando che deve essere garantito al Dirigente un periodo di riposo dopo il servizio di guardia notturna, la sua quantificazione non deve essere necessariamente fissa e ricondotta alle 11 ore, perche l'impegno richiesto dalla guardia nottura non è uguale per tutti i tipi di guardia coinvolta (medica o chirurgica , ostetrica) ma può differire a seconda del tipo di presidio nel quale si esegue e, a parità delle condizioni precedenti , può registrare una variabilità nell'intensità di impegno che la rende differente da un giorno all'altro.

Questo deve portare a distinguere, nel periodo di riposo da fruire dopo la guardia nottura di : una parte obbligatora e continuativa di 6/8 ore e una parte da lasciare alla discrezione dello stesso medico di 4/6 ore durante la quale il medico può esercitare la libera professione o a sua discrezione effettuare la sostituzione di un collega per alcune ore , oppore svolgere un'altra attività. Il tutto per complessive 11/12 ore. In ogni caso, è necessario chiarire che l'azienda non potrà programmare alcuna attività che coinvolga il medico per la durata di 11 ore successive all'effettuazione del servizio di guarda nottura e che ogni tipo di attività potrà essere svlta solo se decisa autonomamente dallo stesso dirigente medico e dopo un periodo di riposo obbligatorio , finalizzato alla salvaguardia della sua salute e dalla protezione degli utenti.

Questo modo flessibile di leggere il riposo è in linea con quanto prevede la stessa norma contrattuale, la quale fa esplicito riferimento al ruolo ed alla funzione Dirigenziale. Non dobbiamo dimenticare che il ruolo del Dirigente prevede compiti di coordinamento e controllo, anche sull'attività da Lui stesso svolta.

Inoltre, il Dirigente gode di autonomia decisionale e gli viene concessa discrezionalità nelle decisioni. Negargli questo potere equivarrebbe riportarlo allo status di un impiegato.