Federazione Sindacale Medici Dirigenti

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Federazione Sindacale Medici Dirigenti

LETTERA-APPELLO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO: NO ALLA ROTTAMAZIONE DEI MEDICI E VETERINARI

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20 luglio 2009

Le scriventi organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica e Veterinaria, hanno ripetutamente manifestato la propria opposizione al pensionamento coatto dei pubblici dipendenti al raggiungimento dei 40 anni di contribuzione, per gli effetti che esso avrebbe prodotto nel Servizio Sanitario Nazionale, rappresentando i medici e veterinari dipendenti la categoria maggiormente colpita dal provvedimento per avere a proprie spese riscattato gli anni di laurea e di specializzazione.

Con nostra piena soddisfazione il Parlamento, con la definitiva approvazione della “Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti” (L.15/2009) ha limitato la facoltà delle Amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro ai soli dipendenti con 40 anni di servizio effettivo, non conteggiando a tal fine i periodi di contribuzione riscattati.

Ora, con l’emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera in sede di conversione in legge del decreto-legge “Provvedimenti anticrisi nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”, si vuole annullare questa decisione parlamentare, reintroducendo la norma che prevede il pensionamento dei dirigenti pubblici, Medici e veterinari compresi, con 40 anni di anzianità contributiva, a discrezione dell'azienda e con la eccezione di magistrati, professori universitari e dirigenti medici di struttura complessa del SSN.

La sua approvazione produrrebbe nei prossimi anni la fuoriuscita obbligata dal SSN di questi Dirigenti, anche donne, a soli 58-60 anni di età, peraltro in netta controtendenza con le politiche previdenziali perseguite in Europa e nel nostro Paese.

In tal modo verrebbe colpito il corpo intermedio del SSN che consente il pieno funzionamento della medicina pubblica e su cui poggia la garanzia della tutela della salute dei cittadini. Verrebbero “pensionati” migliaia di professionisti che operano ogni giorno in tutti i livelli del SSN, dalla prevenzione ai servizi di emergenza/urgenza, dai servizi territoriali ai reparti ospedalieri di alta complessità, dai servizi di diagnosi e cura ai reparti di terapia intensiva e rianimazione e che hanno acquisito nel corso degli anni la formazione e l’esperienza sulle quali si fonda l’assistenza sanitaria.

I medici ospedalieri, ma non quelli universitari che godono già di molti privilegi, sotto la spada di Damocle del licenziamento, si troverebbero esposti ai cambi di maggioranze politiche e ad ogni possibile pressione e ricatto da parte dei direttori generali, con grave limitazione della propria autonomia professionale e con buona pace del principio fondamentale di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione.
Per il combinato del pensionamento “coatto” e del blocco del turn-over, introdotto nelle ultime leggi finanziarie per il contenimento della spesa, si produrrebbero inevitabili vuoti nelle dotazioni organiche e si configurerebbe un SSN composto da Dirigenti di struttura complessa, una quota residuale di dirigenti medici a tempo indeterminato ed un numero crescente di precari, provocando un complessivo decadimento della qualità e della sicurezza del sistema, i cui inevitabili effetti ricadrebbero sulla soddisfazione della domanda di salute di tutti i cittadini.

Le scriventi organizzazioni sindacali rivolgono un appello alla al Governo e al Parlamento ad adoperarsi, secondo le sue possibilità e prerogative, affinché i Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari del SSN siano esclusi dalla norma che prevede il pensionamento a 40 anni contributivi, valorizzando la fatica e la complessità del compito che ogni giorno si assumono a tutela del diritto alla salute sancito dalla Costituzione alla cui osservanza tutti siamo chiamati.

ANAAO ASSOMED - CIMO ASMD - AAROI – FP CGIL MEDICI –FVM –
FEDERAZIONE CISL MEDICI – FASSID - FESMED - FEDERAZIONE MEDICI UIL FPL

 

Pronta risposta dei Sindacati medici al comunicato stampa del Ministero della Funzione pubblica sulla manifestazione del 9 luglio contro il decreto Brunetta

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Comunicato del Ministero della Funzione Pubblica (9 luglio 2009)

"Non si riescono a capire i motivi della protesta dei medici"
Non si riesce proprio a capire a cosa si riferisca la protesta contro il Ministro Brunetta messa oggi in atto da alcune sigle sindacali dei medici. Se è rivolta contro il decreto legislativo di riforma della pubblica amministrazione, dimenticano infatti che questo già prevede diverse deroghe per i medici e che in numerose riunioni tecniche con le Regioni si stanno verificando tutte le possibili specificità del settore sanitario. Quando invece denunciano lo svuotamento della contrattazione integrativa, non si ricordano che sarà proprio questa a stabilire le quantità dei premi incentivanti. Non solo. Arrivano al punto di protestare contro una norma che nemmeno esiste, quella che stabilisce la possibilità di andare in pensione con 40 anni contributivi.
Viene insomma il sospetto che i medici italiani avvertano un tuffo al cuore quando sentono parlare di trasparenza, di produttività e soprattutto di premiare il merito… Preferiscono forse che continui la sempiterna distribuzione a pioggia delle risorse destinate agli incentivi? Si rilassino: il decreto legislativo sarà rispettoso della specificità del settore sanitario e pur tenendo conto della produttività individuale non trascurerà quella collettiva. Ai cittadini possiamo invece garantire che questo testo, comunque perfettibile, dopo un periodo di sperimentazione presso alcuni Enti campione (tra cui alcune ASL) saprà rivelarsi una terapia efficace contro la malattia cronica della pubblica amministrazione: l'inefficienza.

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La risposta delle Organizzazioni sindacali che hanno partecipato alla manifestazione

Brunetta si rechi negli ospedali e capirà le ragioni della nostra protesta

Invitiamo il Ministro Brunetta a recarsi negli ospedali e nei servizi territoriali della sanità pubblica e, forse, capirà le ragioni della nostra protesta contro il suo Decreto e contro la sua pervicacia nel voler rottamare i medici italiani anche a 59 anni, ovviamente facendo salvi chi come lui, sempre a 59 anni, è professore universitario.

Riguardo alla numerosità delle sigle sindacali che hanno oggi manifestato, consigliamo al ministro di andare sul sito dell'Aran e di fare la somma della rappresentatività dei sindacati: il 76,67%.

Per quanto riguarda le deroghe e le specificità del settore sanitario il Ministro fa, forse, riferimento ad un testo che nessuno conosce, in quanto il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non le contiene, basta leggerlo.

E' invece vero che il Ministro è stato sconfitto in Parlamento dove è stata abrogata la sua norma che dava la possibilità alle aziende pubbliche di mandare obbligatoriamente ed arbitrariamente in pensione i medici e i veterinari pubblici con 40 anni di contributi compresi i riscatti. Ma è anche vero che lunedì 6 luglio ai microfoni di Radio 24 ha annunciato “una reintroduzione in sede di conversione del decreto”. Comunque, se oggi smentisce la sua dichiarazione, siamo lieti e potremo eliminare almeno una importante questione dall'agenda della nostra protesta.

Infine, ricordiamo al Ministro che la valutazione e il merito sono già ben presenti nei nostri contratti dal 1996, e siamo sempre disponibili a migliorarli. Noi, insieme alle Regioni, comprese quelle politicamente vicino al Ministro, abbiamo sempre condiviso percorsi virtuosi per aumentare l'efficacia e l'efficienza della sanità pubblica, in piena trasparenza.

Il tuffo al cuore ci viene, ma pensando ai cittadini che rischiano di vedere ospedali e servizi territoriali pubblici colpiti da provvedimenti che peggiorano la qualità del servizio. E ci vengono anche i brividi se pensiamo ai 7 miliardi in meno per la sanità pubblica denunciati dalle Regioni, a chi ci ha definito fannulloni e macellai senza chiederci scusa, o a chi ci vuole spie.

I cittadini sapranno giudicare.

ANAAO ASSOMED - CIMO ASMD - AAROI - FP CGIL MEDICI - FVM – FEDERAZIONE CISL MEDICI - FASSID - FESMED - FEDERAZIONE MEDICI UIL FPL

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Luglio 2009 11:00 )
 

La FESMED partecipa alla manifestazione contro il Decreto Brunetta

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Luglio 2009 11:35 )
 


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